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“Per decidere se comprare un libro, aprilo a pagina 69.” — Marshall McLuhan SHINIGAMI&CUPCAKE
"La giovane rispose al suo sorriso. Lo capiva, lo capiva benissimo. E provò, di nuovo, un moto di profonda simpatia per quel giovane pasticcere, anche se sembrata fin troppo turbato dallo sviluppo recente degli eventi. «Più di una volta l’ho visto aggirarsi tra i vicoli. Ed era armato» disse. «Armato?» Minami ebbe un sussulto. Eiji annuì «Aveva con sé uno strano bastone. Non sono riuscito a capire bene che cosa fosse. Ma non è normale, capisci?» La giovane deglutì. Il ricordo delle condizioni in cui aveva trovato Shin solo il giorno precedente era ancora troppo vivo. E ora aveva una spiegazione in più allo stato in cui era ridotto il suo arrogante vicino. Se ne andava in giro di notte e affrontava delle risse, per chissà quale motivo. Se ne andava in giro armato, per di più. Anche se lei non gli aveva trovato addosso nessun tipo di arma mentre lo curava. Il rossore le salì alle guance, al ricordo del suo corpo martoriato. «Tutto bene?» le domandò, Eiji. Minami annuì con fermezza «Sono sicura che c’è una spiegazione valida». «Non lo so» rispose il giovane «Ma se dovesse causarti dei problemi, prometti che me lo dirai subito» La giovane trasalì e sentì aumentare il calore sulle sue guance. «Non mi fido di quel tipo» aggiunse «Sono sicuro che è pericoloso. Se volessi, Minami, potrei aiutarti a trovare un altro appartamento, lontano da lui». Minami sgranò gli occhi. Era una gentilezza incredibile, specie perché si erano appena conosciuti e, tuttavia, non avrebbe potuto accettare neppure se avesse voluto. “Yuri”, pensò. Non poteva abbandonarla. Doveva aiutarla a scoprire che cosa era davvero accaduto la notte del suo omicidio, solo così il suo spirito avrebbe potuto proseguire il suo viaggio e lasciare la terra. «Oh» disse «Sei molto gentile, Eiji. Ma non potrei mai accettare."

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